Giovanni Gorgoni nuovo direttore generale della ASL di Lecce

c_150_100_16777215_00_images_stories_2014_12_gorgoni.jpgGiovanni Gorgoni è il nuovo direttore generale dell'Azienda Sanitaria Locale di Lecce. La nomina, decisa dal governatore, Nichi Vendola, e dall'assessore regionale alla Sanità, Donato Pentassuglia, si inserisce in una serie di cambiamenti decisi in seguito alla scadenza dei contratti triennali dei dirigenti delle Asl pugliesi.
Nato in Svizzera 43 anni fa da emigranti salentini, laureato in economia aziendale alla Bocconi, il nuovo direttore generale si occupa da quasi vent'anni di management sanitario con esperienze presso le aziende di Viterbo, Roma e Barletta-Andria-Trani. 
L'insediamento di Gorgoni, che sostituisce Valdo Mellone, è previsto per i primi giorni di gennaio, dopo la conferenza dei sindaci e del comitato del consultivo misto. «Abbiamo cercato – ha detto Vendola - di compiere scelte che fossero nel segno della competenza professionale, della capacità manageriale, ma anche nel segno della moralità e della credibilità. Ai direttori neo nominati affidiamo il compito di portare avanti un governo trasparente delle aziende sanitarie nel segno dell’impegno contemporaneo ad un uso razionale delle risorse e alla massima attenzione ai percorsi di umanizzazione delle cure. Abbiamo lavorato sui curriculum, sulle performance professionali dei candidati per i quali garantire la capacità manageriale è il primo compito, sapendo che il management si occupa di un prodotto particolare: i malati con i quali non si può procedere tecnocraticamente e burocraticamente. Giovanni Gorgoni ha trasformato la Asl BAT in una macchina perfettamente funzionante e ha guadagnato sul campo la promozione a Lecce».
Gorgoni si troverà a gestire una realtà che conta più del doppio della popolazione residente rispetto a quella della Bat, ma il nuovo direttore sembra già avere le idee chiare. «È ancora troppo presto per esprimermi su cosa prevede il mio programma d’azione – ha dichiarato Gorgoni – in base alle esigenze del territorio, capirò anche chi sarà più adatto a svolgere il ruolo di direttore amministrativo e sanitario, che sono chiamato a nominare, tra l’elenco degli idonei. Sicuramente in questo periodo di ferie darò uno sguardo alla lista, che comunque non conta tantissimi possibili candidati. Se l’Asl leccese dovesse presentare una situazione contabile a singhiozzo, sicuramente ci sarà la necessità di un direttore amministrativo ferrato su questo settore piuttosto che su beni e servizi. Ci sono però modelli ed esempi da seguire come quello dell’Emilia Romagna – ricorda Gorgoni –che avendo una spesa farmaceutica molto più bassa di quella pugliese, può permettersi di investire di più nelle risorse umane, dunque è importante che si ponga attenzione all’uso coretto dei farmaci per ridurre la spesa farmaceutica, che nella nostra regione è ancora troppo alta e si sconta per questo, una riduzione di organico del 20–30 % rispetto all’Emilia Romagna. Abbiamo sperimentato proprio nella Bat un progetto che ha portato ottimi risultati, proprio grazie al corretto utilizzo dei medicinali nei pazienti cronici. Usare correttamente una terapia, significa evitare acutizzazioni al paziente, ma anche un triplicarsi dei costi sanitari».
Tra gli altri argomenti nell'agenda del dirigente, la valorizzazione delle eccellenze degli ospedali di provincia, il servizio di consulenza ambulatoriale pediatrica, il progetto della cardiologia presso i medici di famiglia, e il reperimento di professionalità rare come i radiologi-senologi, anestesisti ed endoscopisti.
In attesa di conoscere nel dettaglio il programma d'azione, si attende la prossima giunta regionale di fine mese, che dovrà definire le date per il passaggio di consegne, l’insediamento ufficiale e le nomine dei direttori sanitario e amministrativo.

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+1 #1 Beppe S. 2014-12-30 22:37
Egregio neo direttore, tra i suoi argomenti in agenda (che rimarranno parole come i suoi predecessori) , noto con rammarico che non fa alcun riferimento alla possibilità di ridurre le LUNGHE LISTE D ATTESA , che neanche chi l'ha nominata direttore è riuscito a ridurle nonostante abbia basato la sua campagna elettorale su tale argomento. Quindi io non mi farò alcuna illusione, e continuerò ad utilizzare la sanità privata, più veloce e costosa (ahimè purtroppo ne ho bisogno) perché Voi stipendiati statali mi costringete contro mio volere a farlo. Un consiglio :ANDARE A LAVORARE

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Ambiente, veleni, tumori nel Salento. Noha 8 gennaio 2014

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