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Sig. Russo finchè esisteranno persone che la pensano come lei, difficilmente le cose cambieranno! - Lettere al Direttore - Galatina2000

Sig. Russo: finchè esisteranno persone che la pensano come lei, difficilmente le cose cambieranno!

DonneEgr. Sig. Russo, Le vorrei ricordare una data: 5 settembre 1981. Sa a cosa si riferisce? Non al primo anno di quel decennio che poi un giorno un gruppo di nostalgici avrebbe ricordato nelle piazze, ma al giorno in cui finalmente l’Italia approvò, con la legge 442, l’abrogazione del cosiddetto “delitto d’onore” e del “matrimonio riparatore”. Fino a pochi anni fa,dunque,  la legge italiana, nell’art. 587 del codice penale, consentiva che fosse ridotta la pena per chi uccidesse la moglie (o il marito, ma questi casi furono estremamente rari, nel caso ad esser tradita fosse stata la donna), la figlia o la sorella (non il figlio maschio o il fratello) al fine di difendere "l'onor suo o della famiglia”.  Qualche anno prima la Corte Costituzionale aveva sancito l’incostituzionalità dell’art. 559 che prevedeva la punizione del solo adulterio e concubinato da parte della moglie ma non anche quella del marito. Il “matrimonio riparatore”, invece, altra perla di saggezza del legislatore, risalente al periodo fascista, prevedeva l’estinzione del reato di stupro nel caso in cui il colpevole, lo stupratore, poverino lui, si sacrificasse ed accettasse di sposare la propria vittima,  spesso minorenne, che così era martirizzata due volte e per sempre… Anche in questo modo si salvava l’onore della famiglia. Non si teneva affatto in considerazione il reato contro la persona abusata, ma contro la morale. Al giorno d’oggi questi stupratori sarebbero considerati pedofili. Per non parlare della legge contro la violenza sessuale: solo nel 1996 lo stupro divenne reato contro la persona e non contro la morale pubblica.

Solo pochi decenni fa, come  può notare,  il confine fra Italia e Iran era molto sottile e ravvicinato. E sa perché non è più così? Grazie ai grandi movimenti di opinione, alla trasformazione dei costumi, ma anche e soprattutto alle lotte di quelle che oggi lei chiama pseudo-femministe! 

E mi rendo conto dalla sua lettera che, ahimè, c’è ancora moltissima strada da fare per giungere ad avere un mondo scevro da stereotipi e da persone che come lei pensano che tutta quella sollevazione di pseudo-femministe che per un attimo hanno spostato la loro attenzione dalle loro “cerette” al manifesto sessista, abbia avuto luogo perché scandalizzate dagli abiti succinti delle donne rappresentate. Se negli anni ’80, quando lei probabilmente era ancora in età preadolescenziale,  se già da allora, dicevo,  si fossero realizzati contributi legislativi volti a combattere la pubblicità sessista, forse lei (e tanti altri come lei impegnati a disquisire di cosa? di partite, di moto o a chi la dice più grossa in fatto di pseudo-avventure con le donne.... ah no, scusate, gli uomini sono sempre intenti in disquisizioni di livello intellettivo molto elevato) oggi riuscirebbe a capire che la sollevazione di cui parlavo prima per il manifesto si è avuta, non per le nudità  esibite, bensì perché tali immagini, nell’immaginario dei preadolescenti e non solo, inculcano l’idea che la donna è solo quello: un oggetto. Un oggetto incapace di avere un pensiero e figuriamoci, incapace di avere un cervello; un oggetto che essi stessi, una volta divenuti adulti, si sentiranno in diritto di violentare, maltrattare o, nei casi più gravi, in cui la donna non vorrà più essere un oggetto di loro proprietà, di ammazzare. 

“...Ricordo ancora, con vergogna, quanti e quante si sono scandalizzati”    “....Ricordo ancora, con grandissima vergogna, tutti i siti di informazione locale che si sono affrettati a pubblicare la notiziona manco fosse lo scoop del secolo...”  Noto che la vergogna ricorre spesso nella sua esistenza: l’unico motivo per cui dovrebbe vergognarsi, a mio parere, è di avere questa visione miope e limitata su problematiche di cui lei neanche conosce il significato, le cui implicazioni nella vita sociale, invece, hanno un impatto molto distruttivo, portando ad avere 124 femminicidi nel 2012, 130  nel 2013 e più di 100 dall’inizio di quest’ anno ad oggi. Come vede un numero in continua crescita!

Vorrei inoltre precisare che nessuno ha puntato un coltello alla gola dell’Amministrazione Comunale e nessun regolamento è stato approvato. Si tratta semplicemente di una delibera di Giunta , precisamente la n.385 del 13 novembre 2013, che la invito a leggere: soprattutto la premessa le permetterà di ampliare i suoi orizzonti in tema di parità e rispetto di genere, ben oltre il suo naso. Questa delibera, prima del genere nella provincia di Lecce, si deve alla grande sensibilità dimostrata dall’ass. Alberto Russi che ha preso a cuore il problema e non smetterò mai di ringraziare e che, a dispetto della “vergogna”di qualcuno per l’emanazione di tale delibera, ha fatto sì che Galatina diventasse un esempio di civiltà da imitare.

Forse a questo punto è lei che si dovrebbe svegliare, Sig. Russo: finchè esisteranno persone che la pensano come lei, difficilmente le cose cambieranno!

Mary Scalese

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Commenti  

+3 #1 mario 2014-10-28 09:55
buon giorno.ringrazi o ,intanto,per questo documento di grande ricostruzione storica e sociale di un problema atavico della nostra societa'.spero che la nostra opinione,in senso lato,inverta il suo percorso,a vantaggio di una giustizia sociale tra uomo e donna.troppo spesso,ancora oggi,vedi situazioni nei paesi quali iran,si succedono atti giudiziari,a dir poco,raccapricc ianti.ci sarebbe tanto da dire,ma intanto sottoscrivo tutto cio' che e' stato sin qui illustrato.cord ialmente,mario masciullo.

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