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San Paolo … tra passato, presente e futuro - Lettere al Direttore - Galatina2000

San Paolo … tra passato, presente e futuro

san_paolo2Gent. Direttore,
una delle cose che più mi stupì nel mio primo viaggio negli Stati Uniti, fu la loro capacità nel riuscire a valorizzare in modo, oserei dire (scrivere) impareggiabile, elementi architettonici della loro breve e recente storia che per noi che siamo come scrisse Bernardo Maestro di Chartres, dei nani poggiati sulle spalle di giganti, possono apparire insignificanti alla luce del nostro poderoso e vasto bagaglio di storia e di cultura. Ma come spesso accade forse è proprio l'abbondanza la causa dei "nostri mali" se è vero come è vero (tipica espressione da comizio) che l'Italia ha sempre dimostrato una ridotta sensibilità e di conseguenza capacità, nel gestire e promuovere il proprio patrimonio di storia e cultura; fortunatamente è così bello che si promuove da solo (senza bisogno del "Please, visit us" di rutelliana memoria). Ma venendo a Galatina, finalmente una recente buona notizia. La cappella di San Paolo è chiusa e tale rimarrà sino ad ottobre di quest'anno per la tanto agognata, e l'anno scorso preannunciata, ristrutturazione (notizia data l'anno scorso da Pellegrino nei giorni che precedettero la festa patronale). Preludio è stato, con il contributo della Provincia e del Museo Provinciale, il recupero della tela ormai annerita di San Paolo che orna la cappella (e che ora è possibile ammirare nella sua sede provvisoria presso il Palazzo della Cultura). Per cui quest'anno, con la chiesetta temporaneamente chiusa, sarà una festa "senza San Paolo". Non le scrivo riguardo le tempistiche di chiusura della cappella (durante la festa e per tutta la stagione turistica) molto probabilmente legata anche alla disponibilità della ditta che generosamente si è offerta per l'esecuzione delle opere di restauro con il supporto degli Enti coinvolti nel progetto. Lo stato della chiesetta è tale che qualunque tipo di intervento appare non procastinabile. Più che altro le scrivo per rappresentarle un dubbio, un pensiero che mi frulla in testa e che è legato al programma di valorizzazione che c'è o ci dovrebbe essere a supporto di questa meritoria opera di recupero, non di un semplice immobile, ma di un pezzo importante e significativo non solo della storia della nostra città ma di tutto il Salento. La storia è piena di esempi di ristrutturazioni, di recuperi di zone di interesse culturale ma che il giorno dopo l'inaugurazione sono rimasti contenitori vuoti o simboli di idee inespresse per mancanza di volontà o di incapacità progettuale; nel primo caso c'è "dolo", nel secondo solo "colpa" ma, il risultato è lo stesso. Qualche "lessons learned" presa dal recente passato legata al recupero della tela. La tela dopo la sua esposizione presso la cappella durante i tre giorni di festa è stata, come scrivevo poc'anzi, collocata temporaneamente presso il Palazzo della Cultura in attesa del recupero della chiesetta in modo da evitare che nel frattempo l'umidità la potesse nuovamente danneggiare. Presso la chiesetta neanche un foglio (anche un A4 plastificato) che desse comunicazione dell'avvenuto restauro e della nuova e temporanea locazione della tela. Andando poi presso il Palazzo della Cultura, la tela si trova, tuttora, sprovvista di qualsiasi foglio descrittivo; si poteva anche pensare (è solo un "pensiero" dato che non conosco gli spazi museali disponibili) di dedicarle maggior spazio associando alcune foto del restauro e degli interventi compiuti (presentate l'anno scorso nell'incontro in cui la tela è stata "restituita" alla Città).
Per carità si può ritenere una sciocchezza quanto sopra scritto ma ritengo che certi momenti, certi eventi debbano essere ben celebrati e ricordati anche nel tempo. Ad ottobre riavremo la nostra cappella e spero che quella sia anche l'occasione per presentare un piano di valorizzazione del nostro patrimonio culturale tale da consentire a Galatina e al territorio circostante di ritornare ad essere a pieno titolo uno dei punti di riferimento del Salento. In un mondo ormai dove la multipolarità è anche nelle cose a noi vicine e di tutti i giorni, parlare di "centralità" lo considero ormai superato ma, mi accontenterei che Galatina entrasse nel novero dei poli di attrazione culturale come nel frattempo lo sono diventati Novoli con la Focara, Ruffano con la Festa di San Rocco e, ovviamente la Grecia Salentina con la Notte della Taranta. Fortunatamente il periodo delle recriminazioni verso quello che molti galatinesi hanno ritenuto uno "scippo" da parte di Melpignano è alle spalle. E ritengo che abbia ragione Blasi e Vendola quando l'anno scorso nel rilasciare un'intervista dichiararono che la pizzica non può essere solo di Galatina. Infatti così è nei fatti e nella storia. E ne danno testimonianza il famoso violinista di Nardò, la pizzica di Aradeo, i canti in griko, ecc ecc. E non si può dar torto a Blasi per le sue competenze e intuizioni, soprattutto a fronte di una classe dirigente (non solo politica) galatinese che è stata (e forse lo è ancora) in "vacanza". Ma il tarantismo non è solo la pizzica, è anche altro ancora. Ho a fianco al computer, mentre le scrivo, il libro di De Martino. Nel simbolismo del tarantismo non c'è solo la componente coreutico-musicale (la pizzica per intenderci), c'è anche il simbolismo stagionale, il rito in azione (non identificabile per intero con la danza), il simbolismo cromatico .... Non approfondisco, non ho le competenze per farlo ma di intuizioni da riprendere e sviluppare ce ne sono a iosa. Tempo fa un lettore di Galatina.it propose di far diventare la festa di San Pietro e Paolo l'evento che segnasse l'inizio dell'estate salentina. Rilancio, facciamo diventare il mese di giugno il mese di San Pietro e in particolare di San Paolo, non solo i tre giorni di festa; soprattutto facciamolo diventare parte di un'offerta che faccia incrementare il flusso turistico sin da giugno. In questi giorni, un paese per certi aspetti culturalmente a noi vicino come Malta sta mandando in onda la sua compagna di promozione turistica denominata "Sulle orme di San Paolo" (associandosi ad un programma più vasto dell'Opera Romana Pellegrinaggi); tra l'altro l'origine delle immunità paoline dal morso dei serpenti nasce proprio a Malta. Un titolo veramente affascinante, e anche se in scala forse ridotta, noi di orme da seguire dei due Santi ne abbiamo. Nel video della recente visita elettorale di D'Alema pubblicato su Galatina.it, l'onorevole nel condividere alcuni ricordi su De Martino parla di un convegno che la sua fondazione ha fatto a Napoli per ricordare, nella sua città di origine, il centenario della nascita dello studioso (1908). Galatina pensava ad altro. Ma non la vicina Soleto che lo ricordava con una manifestazione fatta a novembre 2008 (evento organizzato dall'Associazione Guide Turistiche Regione Puglia con il Patrocinio della Provincia di Lecce e ovviamente del Comune del "campanile"). Dalle parole occorre passare ai fatti. Molto probabilmente qualcuno ci starà già pensando e questa mia non ha la pretesa di voler suscitare chissà quale dibattito. Come le scrivevo in precedenza sono solo dei dubbi, dei pensieri messi su carta. Cordialmente Massimo Negro.  Galatina, 18 giugno 2009.

Carissimo Massimo, i tuoi dubbi meglio esplicitati come pensieri messi su carta sono condivisi da tantissimi cittadini non solo galatinesi. Negli ultimi giorni ci sono giunte decine di e-mail da ogni parte d'Italia per chiederci informazioni sul programma della festa dei Santi Patroni Pietro e Paolo, segno che Galatina viene ancora riconosciuta simbolicamente come la Città del tarantismo. Ad oggi non siamo in grado di conoscere il programma civile e se sono previste iniziative particolari, mentre la tua proposta di dedicare addirittura un mese, mi sembra di difficile realizzazione (quasi fantascienza!). Non siamo nelle condizioni di spiegare perchè a Galatina non si fanno queste cose, prendiamo solo atto. Abbiamo però delle certezze, a quindici giorni dall'inizio della festa, che una volta era riconosciuta come tra le più grandi del Salento, la Cappella di San Paolo è chiusa, anzi sigillata. Resta il "Centro sul Tarantismo e Costumi Salentini" che funziona grazie alla volontà di un gruppo di ragazzi che caparbiamente lo mantengono in vita nonostante l'enorme impegno. Della famosa festa è rimasto solo questo, mentre ai galatinesi non rimane altro che lamentarsi sul presunto scippo perpretrato da Blasi!?! Un saluto Tommaso

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Ambiente, veleni, tumori nel Salento. Noha 8 gennaio 2014

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