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La nostra arma? Il Voto! - Lettere al Direttore - Galatina2000 - Quotidiano Indipendente di Galatina e del Salento

La nostra arma? Il Voto!

italy1Egregio Direttore, da tempo alcuni esponenti politici del sud d’Italia (vedi principalmente la Regione Sicilia) fanno la voce grossa contro un Governo, di cui sono anche sostenitori o addirittura membri, colpevole di aver abbandonato il meridione al suo destino. Nella recente campagna amministrativa per le provinciali abbiamo visto nascere un movimento per il sud, per ora solo relegato nel Salento;  poi è venuta la volta delle proteste di esponenti politici della Regione Sicilia, con le relative minacce di costituire un partito del sud. Sono certamente segnali importanti ed incoraggianti, questi, che riportano alla ribalta la questione meridionale, vecchia quanto l’Unità d’Italia. Soluzione decisamente impropria! Non abbiamo bisogno di un partito del sud, che abbia le caratteristiche di quello di Bossi e Maroni, né di una Cassa del Mezzogiorno o di Agenzie, né tanto meno di una Banca del Sud. Lasciano sconvolti invece le fuoriuscite del premier sulle gabbie salariali e quelle della Lega Nord sulla diminuzione degli stipendi al sud, mentre non si sentono parlare i nostri esponenti politici, quelli del sud, contro queste proposte, a difesa del nostro territorio e delle nostre istanze. Viaggiamo i treni senza aria condizionata in pieno estate, siamo tagliati fuori dalle rotte aeree più indispensabili, abbiamo delle infrastrutture oramai vecchie. Chi oggi lotta per un movimento del sud e che per anni ha militato nel partito in cui più si riconosce, magari anche al governo, cosa ha fatto di concreto per il sud? È veramente voglia di sud, o voglia di partecipare alla spartizione della torta dei finanziamenti pubblici ai partiti? Abbiamo ricevuto montagne di soldi da parte delle più disparate istituzioni (lo Stato, l’Unione Europea), poi si sono persi negli iter burocratici per la realizzazione dei vari obiettivi prefissati. L’aiuto di cui ha bisogno il sud è per eliminare le mele marce che si sono annidate nelle stanze del potere, le intrusioni della politica negli affari, il clientelismo, l’ignoranza e lo vediamo ogni giorno con lo scandalo della sanità in Puglia,
tematica che è stata il cavallo dei battaglia dell’attuale Governatore, ora travolto da un’inchiesta che sembra non conoscere la parola fine. Possiamo fare tutti i movimenti che vogliamo, ma se non eliminiamo questo cancro, non risolviamo affatto nulla. Abbiamo voglia di uno Stato più presente, di una giustizia efficiente, di persone dedite veramente alla soluzione delle problematiche nostre locali. Il resto viene da sé. Sappiamo ancora bene come usare l’arma più potente che abbiamo: il voto. Abbiamo diversi esponenti politici locali che siedono sugli scranni del Parlamento nazionale e non solo: se operano per il sud, ben venga per loro e per noi tutti, altrimenti il nostro voto deciderà sul futuro loro e di noi tutti. Tommaso Manzillo

Carissimo Tommaso (mi permetto la confidenza anche per il nome che ci accomuna), voglio intanto ringraziarti per la tua lettera pacata, lineare ma soprattutto chiara. Il Tuo non è uno sfogo è una analisi dell’attualità che purtroppo molti ancora non percepiscono. Ci affezioniamo troppo facilmente alle mode, sia esse dello stilista di turno che del politico di turno. Poi, come dici Tu, quando dobbiamo utilizzare la nostra potentissima arma, che è il voto, facciamo cilecca. Vorrei che la Tua lettera aprisse un serio confronto, scevri da ogni partigianeria, sullo stato attuale della nostra società. La politica ne è parte integrante. Vorrei che da questo Tuo contributo, utilizzando i nuovi mezzi della comunicazione, si iniziasse a comprendere che tra: inni regionali, bandiere locali, gabbie salariali voglia di leghismo sudista; si sta tornando indietro nel tempo buttando alle ortiche decenni di lotte e conquiste che sono servite a far progredire la nostra società. La mia paura è che stiamo vivendo un assurdo paradosso: che mentre si costruiscono gli Stati Uniti d’Europa, l’Italia torna a dividersi tra Savoia, Borboni e Papalini. Invito i nostri affezionati visitatori a intervenire, mettendo da parte una volta le vicende locali, utilizzando questo mezzo: libero, democratico e soprattutto di tutti. Un saluto Tommaso Moscara

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Ambiente, veleni, tumori nel Salento. Noha 8 gennaio 2014

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