La scommessa di Taranto: il Paisiello per ricominciare. Una tavola rotonda sulla sorte dell’istituto

DSC 1625Taranto, ore 15.40. Un mare di gente esce dall’ex Convento San Michele e si riversa in Via Duomo, nel cuore della città. Sono studenti e docenti dell’Istituto Superiore di Studi Musicale “Giovanni Paisiello”. Sono diretti al Palazzo Pantaleo dove si discuteranno le sorti del loro futuro, del futuro dell’Istituto. Sono lì per rivendicare il loro diritto allo studio, per ricordare l’obbligo che le Istituzioni hanno nei confronti della città: preservare il Paisiello vuol dire lasciare uno spiraglio di luce a una città che ha già perso troppo.

Palazzo Pantaleo, ore 16.30. Nel borgo di Taranto, nel Palazzo Pantaleo, non c’è più un posto libero. La sala conferenze non riesce a contenere tutti gli studenti, i genitori, gli insegnanti e il personale dell’Istituto che si distribuiscono in altre 3 sale.

Il convegno, organizzato dalla UIL di Taranto , ha lo scopo di rilanciare la questione della statizzazione del Paisiello, una procedura avviata da anni, ma che ancora non riesce a scorgere la destinazione finale.

Tutte le speranze sono riposte nel Sottosegretario di Stato MIUR, la senatrice Angela D’Onghia che, sensibile ai problemi dell’Istituto, ha accettato una tavola rotonda per fare chiarezza sulla vicenda.

Si alternano le voci più tecniche dei membri della UIL a quelle più veementi dei componenti del “Paisiello”.

Aldo Pugliese, Segretario generale della UIL Puglia-Bari, parla dell’Istituto come “Patrimonio da preservare”; Giovanni Pucciarmati, Segretario generale della UIL RUA, rivendica un aumento delle Istituzioni AFAM, per restare al passo con l’Europa; Giancarlo Turi, Segretario generale della UIL di Taranto, sottolinea che l’Istituto è una fucina produttiva, attiva nella specializzazione, nel perfezionamento e nella ricerca: tutti requisiti che la conformano alla Legge n.508, legge che prevede la possibilità per gli Istituti Musicali Pareggiati di diventare Statali.

Il Presidente della Provincia di Taranto, Martino Tamburrano, riconduce il dibattito sul piano concreto dell’azione e riporta l’attenzione sul decreto Delrio che riduce i fondi e le competenze dell’Amministrazione Provinciale tanto che il “Paisiello” non rientrerebbe più nell’autorità della Provincia. Il Presidente Tamburrano chiede dunque una proroga della riduzione delle risorse.

Il Direttore dell’ISSM “G.Paisiello” di Taranto, Lorenzo Fico, sostiene che non si può immaginare una rinascita della città senza ripartire dalla cultura, mentre il Presidente del Consiglio d’Amministrazione del Paisiello, Domenico Rana, ricorda l’articolo 34 della Costituzione che recita “I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”.

E’ questo il motivo per cui il “Pasiello” deve sopravvivere. Perché raccoglie un bacino d’utenza che abbraccia non solo la Puglia, ma anche la Basilicata e la Calabria con un totale di 500 studenti e 69 docenti. Perché non tutti hanno la possibilità di percorrere centinaia di chilometri per studiare. Studiare: non chiedono molto i ragazzi del “Paisiello”, solo un luogo e degli insegnanti per coltivare una passione che curano da quando erano bambini, per cui vivono e lavorano.

Il “Paisiello” non può scomparire perché rappresenta un baluardo di civiltà e bellezza in una città impoverita di tutto il suo valore culturale e contaminata dalla corrosiva legge dell’economia.

Ma se si vuole salvare il “Paisiello”, lo si deve fare in fretta o lo si lascerà morire lentamente con un dolore che i suoi studenti non sono disposti ad accettare. E’ quanto hanno detto i rappresentanti della Consulta degli studenti in un accorato appello rivolto alle autorità.

Lasciare l’Istituto nel costante timore della precarietà vuol dire scatenare un esodo di docenti e studenti e una diminuzione di iscrizioni che rappresenterebbero l’ unica vera fine per il “Paisiello”.

A tutti questi interrogativi la senatrice Angela D’Onghia ha promesso di dare una risposta immediata, solo dopo aver consultato gli organi del governo. 

Tutto quello che il “Paisiello” ha ottenuto è un nuovo rinvio e si augura che sia l’ultimo.

Altrimenti chi spiegherà a quel bambino che ha voglia di studiare che non può farlo, perché la scuola è troppo lontana?

Chi spiegherà a quel ragazzo che vive di musica che deve rinunciare alla sua passione,  perché ci sono troppi conservatori e mancano le risorse per crearne uno nuovo ?

Chi spiegherà a quell’uomo che è ad un passo dal diploma che deve dimenticare anni di sacrifici, perché la burocrazia ha soffocato la cultura?

Chi lo spiegherà?

Il “Paisiello” attende una risposta. 

azzurraconvertino@gmail.com

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