In principio era il Verbo

buon-2015Non è stato un anno facile. Per nulla. Non lo è stato per tanti motivi diversi, tutti estremamente complessi e  delicati. Sforzarsi di trovare  un  colpevole è prassi assai sterile e evanescente, e non trattandosi di un giallo, anche inutile.  Lasciamoci alle spalle questo duemilaquattordici soffermandoci  sulla prospettiva consolatrice che almeno le Parole pronunciate nel tempo, possano aprire porte di occhi stanchi e demotivati. Frasi non sempre rassicuranti, ma critiche, lucide, forti e coraggiose. Frasi con le quali mi piacerebbe aprire il mio,il vostro anno, immaginandole come un seme da piantare in una palude impermeabilmente arsa.

Inizierei con quelle di Agnese Borsellino che parla di Verità, di quella verità che ci chiede di non smettere mai di cercare, e dalla quale ci chiede di non allontanarci mai abbastanza per rischiare di non trovarla più. Parole da ricordare da parte di una donna che non si è mai sentita una vittima di mafia, ma piuttosto vedova di una  Guerra tra ciò che rappresenta il Giusto e ciò che consideriamo Sbagliato. 

Mischiandole  paradossalmente con quelle dei romanzi  del miglior  scrittore naturalmente politico che l'Italia abbia mai avuto, quello Sciascia che con Todo Modo e Il contesto già negli anni 80  ricamava l'intreccio tra  politica, massoneria e  finanza, manifestando una grande preoccupazione per la gestione pubblica  verso il malaffare. Parole romanzate  quanto mai attuali, che occorrerebbe ripescare, per dimenticarle forse.

Memorizzare invece quelle che un'instancabile Dario Fo concede al giornalista  Manuel Pagani.

Alla domanda “ La sua salvezza dove l'ha trovata?'” il Nostro Giullare risponde così: “Consiste nel cercare di migliorarsi. Quando non ero soddisfatto,montavo e rismontavo lo spettacolo, provavo a non accontentarmi, ad avvicinarmi alla perfezione”. Racchiusa in poche potenti  righe tutta  la passione per la propria arte e il proprio lavoro, come possibilità di avvicinarsi idealmente al Divino,come vitale necessità umana. Ritornare a parlare di lavoro, proprio nel momento storico dove ce ne è sempre meno. Riappropriamoci seriamente di questo argomento, poiché rappresenta l'unica chance di salvezza  che possiamo permetterci per riemergere.

Simile chance la detta il Vescovo venuto dalla fine del mondo che nella sua prima omelia si presenta al suo popolo affermando che la vocazione del custodire, non riguarda solamente i cristiani, ma ha una dimensione che precede e che è semplicemente umana, e perciò riguarda tutti. E' il custodire l'intero creato, la bellezza del creato, è l'aver rispetto per ogni creatura. Bergoglio chiede a tutti coloro che occupano ruoli di responsabilità di essere custodi della creazione, del disegno di Dio inscritto nella natura, custodi dell'altro, custodi dell'ambiente che ci circonda. Un monito di alta responsabilità di fronte allo scempio di anni fortemente irresponsabili. Un avvertimento che va oltre l'essere cristiani, ma che si riconosce con l'essere semplicemente uomini. Non dimentichiamo mai che il vero potere è il servizio. Un manifesto di parole nuove.

Come illuminanti, ma senza risposta, quelle del romanziere turco di nome Orhan Pamuk. Perseguitato da anni nel suo paese natale, non si stanca mai di chiedere che sotto qualunque cielo, la libertà di pensiero e la libertà d'espressione siano diritti umani universali. Queste  libertà non dovrebbero mai essere conculcate in nome del sentimento nazionalista, dei principi morali, degli interessi economici o militari. La libertà d'espressione dunque come espressione della vita umana. Pamuk si domanda pero dubbioso se Il nostro desiderio di comprendere chi è diverso da noi non dovrebbe mai far velo al rispetto dei diritti umani . Se In nome della democrazia e della libertà di pensiero sia giusto attaccare militarmente  paesi diversi da noi. Le sue osservazioni ci ricordano ancora una volta perché a nessuno piacciono i missionari quando sono armati. Una riflessione che rimanda all'eterno conflitto tra Occidente e Oriente, tra Israele e Palestina, tra Nord e Sud, tra Est ed Ovest. Le parole purtroppo, qui, non sembrano  essere così riconciliatrici.

Ma  appaiono per fortuna speranzose quelle di Renzo Piano che nella trasmissione “Vieni via con me” si congeda da Fazio (ed io da voi) con: “Bisogna lasciar fare ai giovani, bisogna mettersi un po' da parte. Bisogna valorizzare il talento, bisogna che la politica faccia i concorsi, ci sono tantissimi giovani talenti che non hanno nulla da fare. La politica teme il talento perché il talento ti regala la libertà e la forza di ribellartiAndare via o restare?

Fermiamoci un attimo di fronte alla domanda chiave della nostra generazione.

Si è scelto, in tanti, di  andar via da questa Italia che non ci rappresenta più, che in qualche modo ha tradito le nostre speranze. In mente però ritornano  le parole di un certo tipo importante che hanno perfino ucciso oltre oceano, che nel 1961 terminava così il suo discorso di insediamento “Nella lunga storia del mondo, solo a poche generazioni è stato concesso il ruolo di difendere la libertà nell'ora del massimo pericolo. Io non mi ritraggo di fronte a questa responsabilità, l'accetto con gioia. Pertanto miei concittadini: Non chiedetevi cosa il vostro Paese può fare per voi, ma che cosa potete fare voi per il vostro Paese.” Si riferisce evidentemente  ad altre libertà il Presidente legate ad anni “diversi”, ma oggi più che mai sembra un discorso carico di prospettive, di possibilità, di opportunità. Quell'individualismo pragmatico che non deve farci paura, ma che può trasformarsi in “sistema” migliore.

Oppure provare a non andare via, nutrendosi di quelle frasi che hanno provato a cambiare il mondo, anche se evidentemente  ancora non ci sono del tutto riuscite a renderlo un posto così migliore come ci si aspettava che fosse.

Non a caso sempre qualcun' altro in uno dei più importanti libri del mondo iniziò scrivendo: “in principio era il Verbo...” decidendo che le Parole devo, sono e saranno importanti.

Buon duemilaquindici a tutti.

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Ambiente, veleni, tumori nel Salento. Noha 8 gennaio 2014

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