Il mercato delle assicurazioni in Italia è tutto fuorché perfetto o realmente concorrenziale

rc autoRimbalzano su galatina2000 e su altri notiziari i dettagli su un'operazione della polizia stradale che in un'attività di controllo hanno trovato numerosi veicoli in circolazione privi di assicurazione. Analoghe notizie si trovano su altri organi di informazione di tutta Italia. Dai dati in suo possesso l'associazione delle imprese assicuratrici ha calcolato che in Italia vi sono almeno quattro milioni di veicoli che non sono assicurate per i danni causati a terzi durante la circolazione. Il fenomeno sembra essere diffuso in tutto il paese, anche se pure questa volta il dovrebbe avere il primato.
Da utente mi è sorto il dubbio che "forse se lo sono cercato" dico le compagnie assicuratrici se li sono cercati tanti mancati clienti. Ho verificato i dati disponibili, e che abbiamo sentito tante volte. Da quando il mercato delle assicurazioni è stato "liberalizzato" nel 1994 (non so se viene da piangere o ridere, facendo mente locale ad una sentenza che ha condannato per aver costituito un cartello anticoncorrenziale alcune nostrane compagnie assicuratrici) il costo medio delle assicurazioni Rc auto è triplicato mentre per le moto si è moltiplicato per sei. Questi incrementi sono, come al solito, più alti che nel resto d'Europa. Nello stesso periodo, leggo, che sono aumentati anche i costi per la riparazione dei veicoli, ma non nella stessa misura. Di prima intenzione i rappresentanti delle compagnie assicurative obiettano che in Italia sono molto più diffuse le truffe, ma mi riesce difficile credere che, per fare un esempio, il 10% degli indennizzi sia causato da truffe. Se così fosse, dovrebbero preoccuparsi moltissimo le compagnie, come farebbe qualunque  azienda sistematicamente truffata, magari correndo ai ripari con gli strumenti che l'elettronica mette a disposizione a prezzi accessibili. Viene il dubbio perché il mercato delle assicurazioni in Italia è tutto fuorché perfetto o almeno realmente concorrenziale e riesce a scaricare sulle tariffe tutti i costi, anche se prodotti da inefficienza gestionale. Ma non ho cominciato a scrivere solo per evidenziare possibili difetti del sistema, ma per lanciare una piccola proposta di modifica della legge sulle assicurazioni obbligatorie dei veicoli. 

Perché non permettere che i contratti prevedano una franchigia o scoperto (importo dei danni che non vengono coperti da assicurazione e che restano a carico del proprietario del veicolo e del guidatore) di un importo piuttosto alto, direi sino a 5.000 euro? 
Io credo che un'assicurazione debba servire a coprire i grandi rischi, i danni veramente importanti, non i rischi trascurabili. Credo che nessuno spenderebbe dei soldi per assicurarsi contro il rischio di forare uno pneumatico (il costo della riparazione o della sostituzione è sostenibile da chiunque) mentre è molto diffusa l'abitudine di assicurarsi contro il rischio di furto del veicolo, che ha un impatto ben diverso sulla gestione familiare  o aziendale. Secondo me lasciare a carico del responsabile una non trascurabile somma nel caso di sinistro avrebbe l'effetto di responsabilizzare maggiormente i guidatori ed indurrebbe un effetto calmieratore sui prezzi delle riparazioni, in quanto vedrebbe tra le parti interessate al danni il danneggiato, il guidatore oltre che l'artigiano scelto per la riparazione. Tra  l'altro negli ultimi anni sembra stiano diminuendo le piccole truffe per danni alle persone, il famoso colpo di frusta al collo, da tutti conosciuto e quasi sempre invocato in occasione di incidenti stradali per "vendicarsi" dei soprusi subiti dalle compagnie in occasione della sottoscrizioni dei contratti piuttosto che per guadagnare facilmente delle somme, sfruttando la sorte.
Un ultimo dato. Il mercato della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli vale in Italia 17 miliardi di euro all'anno. Può servire a farai un'idea e valutare le dichiarazioni delle compagnie assicurative sui costi degli indennizzi.
Mi aspetto di leggere nei commenti i vostri pareri, il pensarci un attimo a questo problema potrebbe essere l'inizio della soluzione.

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Ambiente, veleni, tumori nel Salento. Noha 8 gennaio 2014

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