Scompare dalle pagine dei giornali il complotto del sesso contro Berlusconi

Politica Scritto da Luigi Mangia - 12.02.10
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berlusconiNelle colonne del quotidiano “Il Paese Nuovo” avevo già sottolineato l’inconsistenza dell’ipotesi del complotto D’Addario per screditare il Presidente dei Ministri Silvio Berlusconi, ipotesi fatta dalla scuola di Vittorio Feltri, direttore del “Giornale”, ben utilizzata però da Giorgio Mulè per avere un notevole incremento di vendite del suo settimanale “Panorama”. Le cronache dei giornali invece confermano la forza del sesso nella politica e le sue conseguenze devastanti, leggi il caso di Guido Bertolaso Presidente della Protezione Civile. Se facciamo la storia della classe dirigente, del secolo appena alle nostre spalle, andando da un capo all’ altro troviamo sempre il problema della morale della classe dirigente, che finisce aggravandosi nel sistema politico di Silvio Berlusconi come modello di “mignottocrazia” dove: accreditarsi, ben rappresentarsi, farsi spazio senza avere scrupoli sono le regole di un comportamento gelatinoso in cui il rispetto dei valori morali perde chiarezza e la distanza tra reato e privato si fa sempre più corta, ma quando il sesso diventa merce di scambio siamo in presenza di un reato certo: mi favorisci l’appalto ed io ti metto nel letto belle donne. Non è costata molta fatica per gli analisti ad ideare il sistema ormai noto come sistema Tarantini lucidamente rappresentato in un suo articolo da Concita De Gregorio Direttore dell’Unità. “una volta attorno al sole c’ erano costruttori e faccendieri, Sardella e Evangelisti: più rozzi, del resto ancora non esistevano le Spa del benessere e le escort non si chiamavano così. Poi il business è diventato la sanità, insieme le emergenze nazionali. Gli eventi. La provvisoria comparsa sulla scena di Silvio Berlusconi –vent’ anni nell’ eternità democristiana sono un’ attimo- ha solo avuto l’ effetto per così dire di “modernizzare” l’ aspetto dell’ uomo della Provvidenza. La mimesi di cui per la tradizione e per darwiniana necessità i dc sono capaci ha indotto Bertolaso ad assumere, di questo tempo, uso e costumi: una certa protervia, la presunzione di impunità di chi è al potere, la frequentazione di giovanotti che commerciano protesi o laterizi, che provano ad entrare nel giro facilitando gli affari con “donne e cocaina” secondo la scuola Tarantini ma anche con macchine, case, vacanze all inclusive. Lo stile del tempo,lo stile smeraldo. La consistenza gelatinosa di quello che una volta era il roccioso giro andreottiano ha ora i contorni di un budino e la moralità di una medusa”. Il perimetro della richiesta, contro i costumi dell’ immoralità politica, si fa sempre più chiaro, di avere una classe dirigente preparata, competente, esperta, trasparente. Il presente politico su questa richiesta della società civile non dà però buona luce; ancora una volta nel Salento la selezione avviene nei partiti mediante l’ascensore di famiglia portando in lista, figli, nipoti, mogli di uomini di potere nel centrodestra, dei gruppi oligarchici nel territorio e nei circoli nel centrosinistra impedendo ogni forma di ricambio necessaria a superare quell’immoralità tossica per l’intera società, di destra e di sinistra. Il problema della selezione della classe dirigente nel nostro Paese è stato il filo rosso dalla storia dell’Unità del Regno ai nostri giorni. La tesi, di Massimo D’Azelio: abbiamo fatto l’ Italia, dobbiamo fare gli italiani rimane una lezione ancora completamente intatta per i partiti politici. Per quanto si vede in giro e per quel che si legge nei giornali c’è poco spazio per la fiducia, ma il momento di crisi che stiamo attraversando è davvero di quelli difficili, per questo dobbiamo essere ottimisti e sperare di avere in lista gli uomini e le donne migliori per vincere la crisi e per fare la Puglia migliore del futuro del Paese che tutti vogliamo, insieme il nord con il sud perché non c’è alternativa come saggiamente ci raccomanda il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Luigi Mangia

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Commenti (2)Add Comment
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scritto da jo, febbraio 15, 2010
da Wikipedia: Massimo Taparelli, marchese d'Azeglio (Torino, 24 ottobre 1798 – 15 gennaio 1866), è stato uno scrittore, pittore, patriota e politico italiano.

Sig.Mangia.........perche' non prova a candidarsi a Sindaco ? Cosi' verifichiamo sul campo (come gia' fatto con LA SANDRA) quanto vale nei fatti (e non A PAROLE).
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scritto da HELP!, febbraio 15, 2010

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