In una Galatina, di metà marzo, dormiente, o morente, in cui gli unici sussulti vengono dai “carri allegorici” che scorrazzano in città e in cui tutti sono intenti a stringere mani e a promettere, e in moltissimi casi a denigrare, ci si accorge che la città non sa più guardare in alto.
Ci si affanna ad “occupare” la maggiore visibilità possibile, a posizionare un manifesto, abusivo, sopra ad un altro, a consegnare “santini” sperando che l’elettore possa ricordarsi il proprio nome tra poche settimane, e non ci si accorge di nulla.
Un omicidio continuo, che si perpetra davanti gli occhi di tutti mentre il partito del fare non fa e gli ecologisti non proteggono. Una delle quattro palme che circondano la “pupa”, a detta di tutti il salotto buono di Galatina, sta morendo, altre due hanno subito la stessa sorte mesi fa! La palma in questione piantata in quel luogo solo poche stagioni fa che è andata a sostituire un’altra abbattuta dallo stesso “assassino” presenta già i sintomi dell’attacco. Un nemico che misura pochi millimetri e che in questi anni ha falcidiato una grossa percentuale di palme in tutta l’Italia meridionale. Il punteruolo rosso della palma
Rhynchophorus ferrugineus (Olivier), è un coleottero curculionide originario dell’Asia meridionale e della Melanesia e risulta molto dannoso alle piante di palma. Nel 1994 l’insetto è comparso per la prima volta in Europa, in Spagna, per poi diffondersi in pochi anni, anche in Italia. Vive all’interno della palma, dove compie tutto il suo ciclo vitale. A maturità la femmina della specie sfarfalla e va a deporre le proprie uova, circa 300, in piccole cavità del tronco o in corrispondenza delle superfici di taglio delle foglie. Dopo 2-5 giorni nascono le larve che si introducono nella palma e si cibano dei tessuti della stessa. Le larve si spostano all’interno della pianta scavando tunnel e larghe cavità che diventano il luogo ideale per lo sviluppo dell’insetto. Le larve attive si possono rinvenire in qualsiasi parte della palma fino alla base delle radici. Tale ciclo dura circa 4 mesi e nella stessa pianta si sovrappongono più generazioni dell’insetto fino a distruzione della palma. I danni causati dalle larve sono visibili solo in una fase avanzata dell’infestazione. Quindi, nel caso della palma in questione la presenza del coleottero è oramai chiara. I sintomi esteriori dell’attacco sono rappresentati dall’anomalo portamento della chioma che perde la sua simmetria e che successivamente si mostra completamente divaricata con l’aspetto ad ombrello aperto. Nelle fasi terminali la palma appare come “capitozzata” della chioma e si evidenzia il suo “collasso”: a quel punto si manifesta la migrazione di massa degli insetti che erano presenti all’interno dello stipite. Gli adulti, in grado di volare anche per distanze molto elevate, circa un Km, vanno a questo punto alla ricerca di un nuovo esemplare di palma del quale alimentarsi. C’è da scommettere, quindi che, l’ultima sorella in vita, la quarta palma è, o sarà, “visitata” dall’insetto in questione e, nel giro di pochi mesi, subirà la stessa sorte. Le parole gravi all’inizio dell’articolo, che probabilmente, ai più faranno sorridere, hanno l’intento di far riflettere. Il disinteresse è, a mio avviso, la dimostrazione della mancanza di sensibilità di una parte della città senza stimoli, e senza orgoglio. Una provocazione forse, con cui si cerca di far adoperare qualcuno e a far mantenere qualche promessa a qualcun’altro. Probabilmente, ahimè non servirà a nulla! Oggi se uscirete da casa a riscaldarvi con primi tepori primaverili guardate quella pianta, fatelo per lei e riflettete. Inizia a pretendere Galatina, a valutare chi ti è davanti, inizia, perché no, a guardare in alto!
Salvatore Francone Carissimo Salvatore, Galatina purtroppo non solo non sa guardare in alto, ma non guardandosi dietro non riesce neanche a guardare avanti. T.M.
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