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A cosa servono le liberalizzazioni?

Lettere al Direttore Scritto da P.V. - 02.02.12

negoziLiberalizzazioni. Aperture libere degli esercizi commerciali. Benefici per i consumi e i consumatori. Magari fosse così semplice migliorare il livello dei consumi, tenendo aperti più tempo gli esercizi. Ci avrebbero già pensato gli esercenti, i loro sindacati e tutti i politici che sino ad oggi si sono succeduti. Evidentemente questo non basta, serve altro per aumentare il fatturato.

Ma così come non è pensabile che basti la liberalizzazione degli orari di apertura per risolvere i problemi del commercio, non è pensabile che si possa migliorare la situazione in cui si trova oggi il commercio senza le liberalizzazioni.
Queste sono uno dei sassi nello stagno che si possono lanciare per smuovere le acque. Un grosso sasso nello stagno sarebbe aumentare dall’oggi al domani il reddito disponibile delle famiglie, si avrebbe subito un incremento dei consumi. Ma questo non è possibile, anzi oggi si assiste ad una diminuzione dello stesso.
Allora a cosa servono le liberalizzazioni? Intanto servono al cittadino, il consumatore, servono a lanciargli un messaggio: vogliamo che non ti considerino più “oggetto” del loro lavoro, ma soggetto portatore di diritti e vogliamo che gli Operatori si diano da fare e si organizzino in modo da stimolare la domanda di beni e servizi e non abbiano la possibilità di trincerarsi dietro rendite di posizione. Vogliamo che gli Operatori siano in concorrenza tra di loro e debbano migliorarsi ogni giorno per essere preferiti e per aumentare i propri fatturati. Chi vende qualcosa al consumatore deve ogni volta superare un esame ed essere scelto, non può fatturare solo perché ha ottenuto una licenza o un’abilitazione.
Ecco allora a cosa possono servire tutte le liberalizzazioni: richiamare l’attenzione sulla centralità del consumatore, diminuendo le prerogative degli Operatori.
Le liberalizzazioni devono permettere al consumatore di scegliere da quale professionista far scrivere un contratto di mutuo, le cui firme in calce possono essere autenticate da qualsiasi funzionario dell’anagrafe, senza essere costretti a servirsi di un Professionista che gode di smisurata rendita di posizione.
Devono permettere al consumatore di farsi curare gratuitamente da qualsiasi professionista di fiducia, senza essere costretto a scegliere tra i privilegiati inseriti in un elenco.
Devono permettere di fare carburante, perché no, anche a domicilio o dove preferiscono ma comunque informati sui prezzi praticati da ciascun Operatore, per avere un servizio migliore o maggiore convenienza di prezzo.
Devono permettere di acquistare il servizio desiderato e non l’unico presente su piazza, imposto dall’unico Operatore attivo.
Gli esempi per dimostrare che quella delle liberalizzazioni è una strada conveniente per i consumatori, basta fare riferimento a quanto accaduto sul mercato della telefonia negli anni passati e gli innegabili vantaggi ottenuti dai consumatori e le gradevoli offerte, frutto chiaro della concorrenza. Se non ci fosse questa, se il mercato non fosse stato liberalizzato, anche se non del tutto, le Aziende avrebbero sentito la necessità di fare offerte per conquistare i consumatori?
Quella delle liberalizzazioni è conveniente anche per gli Operatori, a condizione che sappiano stare sul mercato, per cogliere le opportunità di dimostrare le proprie capacità, di questo possono essere testimoni tutti gli Operatori che sono riusciti a “sbaragliare la concorrenza”.
Tutto ciò naturalmente lungi dall’essere un invito a trasformare un mercato imperfetto in un mercato governato dalla legge della giungla, sono necessari organismi funzionanti e vigili, sul tipo dell’antitrust, organismi cioè attenti che non vi siano abusi, affinché i beneficiari principali delle liberalizzazioni siano i consumatori. Organismi che siano coscienti che “a recula sana u malatu”, ma per favorire i consumatori in primo luogo. Lettera firmata

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Commenti (2)Add Comment
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scritto da Osservo, febbraio 02, 2012
Finalmente un buon articolo.
Le migliori democrazie del pianeta si fondano su sistemi con liberalizzazioni spinte disciplinate da regole severe e rispettate.
A Galatina si vorrebbe un sistema chiuso non libero e sopratutto senza regole...
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scritto da artigiano, febbraio 03, 2012
la liberalizzazione deve essere uguale per tutte le categorie,non si possono liberalizzare i bar,
i giornalai,tabaccai,ricevitorie e gioco d'azzardo,senza alcun limite,e poi, limitare l'apertura delle farmacie,(5000 in tutta l'italia)o limitare a 500 i nuovi notai,attività queste con guadagni milionari all'anno.se ci dev'essere una liberalizzazione deve comprendere tutte le categorie, altrimenti cambierà poco,la guerra della concorrenza sarà fatta come già accade oggi,tra i poveri.

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