Legge Levi: lettura...quanto mi costi? |
| Cultura | Scritto da Michele Stursi - 02.10.11 | |||
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I piccoli editori e le piccole librerie indipendenti hanno accolto festanti questa norma che regolamenta e disciplina il prezzo dei libri, il più delle volte super-scontati in maniera scorretta da librerie dipendenti dai grandi editori e librerie on-line (vedi Amazon). Non vi nego che, se io non fossi stato un accanito lettore e quindi non intrappolato in uno scomodo conflitto di interessi, me ne sarei rallegrato: che tristezza infatti vedere sempre più piccole librerie, che in genere prediligo in quanto accoglienza e confort a quelle grandi e affollate, deserte e trascurate! Succede spesso, è risaputo, che i giovani librai si avventurino nel mondo dell’editoria e poi l’entusiasmo vada col tempo e i guadagni scemando e fiaccandosi, e gli scaffali rimangono semivuoti e il disordine ne diviene despota. Tenendo a freno la concorrenza quindi, s’è pensato di dare una boccata d’aria fresca e di speranza alle piccole librerie. Ma i lettori? Cosa ne pensano i lettori? Beh, per chi compra un libro l’anno e per chi i soldi ce li ha il problema non si pone, ma per chi è studente come me e magari arriva a comprare anche una decina di libri al mese la questione diventa meno irrilevante. Io me ne sono fatto una ragione, di certo non sbraito e non scalcio, comprerò meno libri e li comprerò nella piccola libreria del mio paese, mi farò consigliare dal mio amico libraio che oramai mi conosce per nome e, perché no, mi divertirò io stesso a consigliargli nuovi acquisti. No, non sacrificherò la lettura, continuerò a leggere i miei libri e magari quelli più costosi li recupererò in biblioteca. Ahia! Abbiamo toccato un tasto dolente! E le biblioteche? Come faranno ad acquistare i libri, a tenere aggiornati i loro cataloghi, con la doppia mazzata della diminuzione dei fondi e il contenimento del tetto massimo di sconto? Non ce la faranno nemmeno loro e come me, povero lettore, acquisteranno meno volumi e non aggiorneranno i loro cataloghi. A discapito di chi? Dei piccoli librai? No. Dei grandi editori? No. Qui a rimetterci sarò solo io, povero lettore, che mi dovrò accontentare di leggere quello che riuscirò a reperire tra gli scaffali della biblioteca della mia città o quel libro mensile che dovrò scegliere accuratamente tra centinaia (non si può più osare, quindi, bisogna andare a colpo sicuro). Allora mi viene un dubbio. Sarà che mi vogliono far leggere di meno? No, non credo (o almeno lo spero). Allora le soluzioni sono due (una sola fattibile): aumentare i fondi per l’acquisto di nuovi volumi (direi impossibile) oppure semplicemente liberalizzare gli sconti alle biblioteche. Succederà qualcosa? Nel frattempo on-line è possibile firmare una petizione al Presidente della Repubblica. Michele Stursi Annunci Pubblicitari
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