
Alcide Maritati venerdì 12 marzo alle 18.30, presso la Libreria Gutenberg di Lecce presenta “Il pesce pietra”. Ultima opera di Maddalena Mangiò. Una mattina che potrebbe essere come tante Luca Zante, giornalista freelance, riceve una telefonata.
Dalla questura gli comunicano che Mara, la sua compagna, è stata arrestata per associazione a banda armata. Da questi ingredienti prende le mosse una narrazione a tinte forti che percorre gli ultimi trent’anni del secolo scorso. “Il pesce pietra” editato dalla Perrone Lab è il secondo romanzo di Maddalena Mongiò, ma è il primo di una collana “Gli ulivi” diretta da Teresa Romano. Una collana che guarda alla scrittura del meridione e vuole essere trampolino di lancio per i talenti della nostra terra. Maddalena Mongiò, salentina, ha esordito con il romanzo “Il portone sulla piazza” Manni editore, finalista al Regium Julii per l’opera prima. In questa seconda prova letteraria l’autrice affronta un romanzo corale in cui i personaggi si raccontano e si mostrano senza alcuna riserva e nessun pudore. Luca Zante, cinque anni dopo la maledetta telefonata, ricorda quei giorni in un colloquio confidenziale con i lettori. “Quanto sinora ho scritto potrebbe indurre a credere che stia per raccontare una bella storia pane amore e fantasia: niente di più sbagliato. Prendo a prestito un pezzo della mia vita per raccontarvi una storia unica e terribile, senza preoccuparmi di quel che si potrà dire e pensare della mia scelta. Sono cinico a mettere in piazza cose così intime e dolorose? Forse. Approfitto di quest’accidenti che mi è piombato addosso per trarne un qualche profitto? Non credo. Comunque ognuno di voi è libero di credere quel che vuole, io posso solo dirvi: “Tenetevi forte, perché sarà come salire sull’ottovolante”. ”Casa, lavoro, amici, una donna amata, questa la sua esistenza sino a quel dannato trillo di telefono. Partendo dalla vicenda privata di un uomo che inaspettatamente si accorge di aver amato una donna che gli è sconosciuta, attraversiamo il cancro di tangentopoli, le collusioni tra politica e affari, il lusso sfrenato, la vita piccolo borghese, la mercificazione del sesso, la banalità del male, la spettacolarizzazione delle individuali esistenze. L’alta moda, i viaggi su una barca costata miliardi (siamo ai tempi della lira), le amanti/gli amanti, la disinvoltura negli affari, gli strascichi della lotta armata, il sesso sfrenato e un omicidio che senza ragione irrompe e corrompe la vita dei personaggi.
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