Ogni giorno una gazzella ed un leone si svegliano nella savana, e corrono, perché fa parte della loro vita e “vince” tra loro chi corre di più…. Quella della savana sembra essere ormai la nostra vita quotidiana, ci svegliamo, ogni giorno, ci prepariamo ad una nuova giornata ed usciamo di casa con la sensazione di dover correre più forte del leone, per non essere sbranati, per non dover diventare il cibo del più forte nella catena alimentare. (all'interno il video)
E’ l’incredibile vicenda di questi giorni che si svolge presso i distributori di benzina, agli svincoli di superstrade ed autostrade, ma anche nei supermercati, davanti le scuole, nei posti di lavoro…. La stanchezza, la paura per il presente ma anche e soprattutto per il futuro ci stanno portando a dei comportamenti estremi, a volte assurdi, ma che vanno in un’unica direzione: esternare il proprio malcontento. E così gli autotrasportatori hanno bloccato le strade ed i rifornimenti di merci, ed i cittadini sono corsi a fare incetta di carburante e di merci, il tutto in un caos generale che ha causato, ahimè, anche una vittima. Io ritengo che la protesta di questa categoria sia sacrosanta, così come quella dei cittadini che sono stufi che qualsiasi problema ricada su loro, senza nessuno che li tuteli. Siamo tutti esausti di sacrifici senza costrutto, di non avere più alcuna certezza, di dover avere in mente un calcolatore elettronico ogni volta che accendiamo una lampadina, che apriamo il rubinetto dell’acqua, che accendiamo i fornelli o il riscaldamento, ogni volta che facciamo la spesa o rifornimento di carburante, di leggere i titoli dei giornali che riportano nuove tasse e balzelli a fronte di servizi inesistenti o precari (nella migliore delle ipotesi). Anzi una certezza ce l’abbiamo, quella di non essere ascoltati, così come è successo per la richiesta di referendum per l’abrogazione della legge “porcellum”, in cui migliaia di firme sono state cestinate e con esse la volontà che esprimevano. Quindi è rimasta come unica speranza la protesta ad oltranza, perché finalmente si parli di crescita, di miglioramento che non sia quello delle banche e dei titoli azionari. Basta parlare di spread, di pil, bisogna pensare davvero alle persone, al loro benessere, quello quotidiano perché nessuno debba pensare di togliersi la vita perché non ce la fa a pagare le bollette; la nostra voce, quella degli autotrasportatori insieme alla mia ed alla vostra deve levarsi alta, forte per far capire che bisogna invertire… il senso di marcia (di questi tempi è meglio non parlare di rotta!) Non lasciamoci condizionare dal bisogno momentaneo e sosteniamo chi sta cercando di far valere dei diritti che, in fondo, sono anche i nostri. Siamo gazzelle, non conigli! Anna Onesimo
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