
E’ importante far sapere che è in corso di redazione uno studio per l’individuazione di strutture di mitigazione del rischio per ciascuna unità fisiografica in Puglia che sarà strumento operativo dell’Autorità di Bacino della Puglia.
Questa lavoro scaturisce da una collaborazione tra il Politecnico di Bari e l’Università del Salento nel cui ambito lavorano in stretta sinergia il Dipartimento di Ingegneria delle Acque e di Chimica di Bari e il Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione di Lecce.
“La situazione delle nostre coste è assai preoccupante”, sottolinea il professor Roberto Tomasicchio, Ordinario di Costruzioni Idrauliche e Marittime, che spiega: “Sono solo pochi decenni che sono oggetto di un pesante uso e abuso e sono già fortemente deteriorate.”.
“L’erosione non è materia da Bar dello Sport. Innanzitutto la parola passi agli esperti veri e riconosciuti, non in modo autoreferenziale. Leggo spesso di politici che, forse malconsigliati da tecnici o informati da rapporti di ricerca mal eseguite, vestono i panni del tecnico per risolvere i problemi dell’erosione e annunciano opere innovative che restano sempre non specificate. La verità è che per operare con efficacia in ambito costiero contano soprattutto la esperienza, una sensibilità verso i fenomeni di dinamica dei litorali che scaturisce anche dallo studio dei testi, e la conoscenza del sito.”, sottolinea ancora il professore.
“Il Dipartimento di Ingegneria della Innovazione –spiega Tomasicchio - fa ricerca sul tema della difesa della costa della erosione e sulla dinamica dei litorali. Lo fa senza che nessun ente locale lo noti. Lo fa a livello internazionale, anche organizzando un convegno mondiale che nel 2009 si è tenuto a Barcellona e che nel 2011 si terrà ad Aachen, Germania (website: http://www.iww.rwth-aachen.de/scacr ) . Lo fa prestando la sua esperienza sul tema delle coste al Comune di Bari (per risolvere definitivamente il problema ambientale di Torre Quetta) o al Comune di Bagheria (PA) o all’Autorità Portuale di Taranto o a quella di Genova.”.
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