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Cronaca
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Scritto da P.V. -
09.02.12 |
L’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori deve essere abolito, o modificato radicalmente, per mettere la normativa italiana al passo coi tempi e con le legislazioni degli altri Paesi con i quali siamo concorrenti sui mercati interno ed internazionale. E con esso va rivista tutta la normativa oggi in vigore che, apparentemente, tutela il posto di lavoro. E’ anacronistico pensare ad una salvaguardia del posto di lavoro a prescindere da valutazioni economiche ed aziendali.
Tale salvaguardia impedisce o quantomeno rallenta fortemente lo sviluppo dell’attività produttiva nei momenti di espansione non decisa ed importante, ponendo nella pianificazione degli investimenti vincoli significativi, prospettando gravi impedimenti qualora la struttura aziendale dovesse essere sottoposta a ristrutturazione anche della quantità della componente capitale umano. Nei periodi come il presente di economia in recessione contribuisce in maniera decisiva a distogliere gli impulsi di creazione ed espansione d’impresa. In un ambiente produttivo come il nostro, arretrato dal punto di vista dell’innovazione di prodotto, porre vincoli non rende attraente impiantare attività economiche. Bisogna, quindi, rimuovere ogni ostacolo che è possibile rimuovere per costruire un ambiente economico in cui sia possibile e vantaggioso investire e produrre beni e servizi. Dal punto di vista dei lavoratori, bisogna rimodulare i sostegni al reddito al fine di rendere non traumatico ed agevole il passaggio tra posti di lavoro, supportandoli al fine di accrescere il bagaglio di conoscenze e la capacità di adattamento a mercati in rapida evoluzione e mutamento. P.V.
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il reintegro o l'indennizzo scattano solo qualora il giudice ritiene il licenziamento non legittimo, altrimenti l'azienda non è obbligata nè a riassumere nè a dare nessun risarcimento. se poi vogliamo guardare ad altri paesi industrializzati, è vero che non esiste l'articolo 18, ma in molti casi l'azienda anche quando licenzia per giusta causa è obbligata a dare l'indennizzo a chi rimane senza lavoro. in italia chi viene licenziato con giusta causa non percepisce nulla ed in più non può accedere a sistemi assicurativi contro la disoccupazione, che praticamente, a differenza di altre nazioni, in italia non esistono. finiamola allora di dare addosso all'articolo 18 considerandolo l'unico male che impedisce di sconfiggere la disoccupazione. sono la pressione fiscale e il relativo costo di ciascun lavoratore in termini di tasse, tra i più alti d'europa, a spingere a delocalizzare le imprese in altri paesi dove il costo del lavoro è più basso, ma anche le tutele per chi lavora. per non parlare poi del lavoro nero.
scusate, ma le iniziali di chi ha scritto l'articolo a chi si riferiscono?